Elena Monistier
Arte & fotografia
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CENNI STORICI DELLA PITTURA A FRESCO

Sicuramente la tecnica dell'affresco è antica, sebbene la storia non ci assegni l'epoca in cui ebbe origine, ne l'autore che per primo lo praticò. Plutarco, Plinio, Vitruvio ne parlarono; secondo Vitruvio la preparazione a strati di intonaci (arriccio-intonaco-intonachino), si sviluppò nel periodo Ellenistico e si diffuse successivamente in italia centrale. I primi esempi comparvero nell'arte Egiziana, Mesopotanica e Cretese: la parola stessa che usavano i greci per indicare questa pittura era, tradotta, all'umido. Vi sono però pareri contrastanti se queste opere fossero o no state dipinte a fresco, non solo dubbi sulle opere greche, ma anche sulle pitture di Ercolano e Pompei. Solo con i Bizantini ogni dubbio viene tolto, ovvero quando negli intonaci cominciò a esser mescolata della calce. Nel 1200-1300 si iniziò ad usare la stesura dell'intonaco "per giornate", e nel 1400 la "Sinopia" venne sostituita dalla tecnica del "cartone". In questo periodo si preferirono superfici lucide e compatte, che però vennero mano a mano sostituite da superfici granulose, che permettevano maggiore luminosità e evitavano specchiature.


PITTURA A FRESCO

La pittura a fresco richiede un muro sano e un locale ben ventilato non soggetto a umidità.

  1. ARRICCIO (intonaco rude):
    • 3 parti di sabbia grossa
    • 1 parte di calce spenta1

  2. INTONACO:
    • 2 parti di sabbia fine di fiume
    • 1 parte di calce spenta1

  3. INTONACHINO:
    • 1 parte di polvere di marmo
    • 1 parte di calce purissima (grassello)
    oppure
    • 1 parte parte di sabbia finissima di fiume
    • 1 parte di calce spenta1
    • 1 parte di polvere di marmo

COLORI: Sono pigmenti colorati in polvere da diluire con acqua pura, o con latte di calce, ma con quest'ultimo perdono trasparenza. La tecnica è simile a quella dell'acquerello: si procede per velature.

1 : si ottiene cuocendo la calce a 900°, essa si polverizza rilasciando anidride carbonica e trasformandosi in ossido di calcio (calce viva). Questo viene immerso in acqua per 36 mesi, per essere spenta, se no brucerebbe i colori.


TECNICA DEL GRAFFITO (O SGRAFFIO)

La differenza che c'è tra il graffito e lo sgraffio consiste che nel primo il chiaroscuro è ottenuto con linee impresse profondamente nel muro, nel secondo i segni nel muro vengono aiutati dal colore liquido. È un genere di pittura che fu usata nella decorazione: fra il 1400 e 1500 specialmente per decorare facciate di edifici pubblici e privati; ma da allora in poi cadde quasi completamente in disuso.

  1. ARRICCIO:
    di colore generalmente scuro, lasciarlo asciugare. Quando avrà acquistato una certa consistenza si applica un leggero strato di intonachino.
  2. INTONACHINO:
    generalmente bianco, di 3-4 mm di spessore. Graffiando l'intonachino, lo asportiamo, scoprendo il fondo scuro sottostante.


LAVORAZIONE